Giochi di Poker

blog dedicato al mondo del poker in tutte le sue varianti

I 5 errori più frequenti dei giocatori di poker principianti

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  • Giocare troppe mani
    Le persone che si siedono a un tavolo vogliono giocare. Molte volte ciò significa che giocheranno anche mani come J-4. Questa è una cosa da evitare assolutamente. Giocare tra il 10 e il 30% delle mani totali è considerata la strategia più corretta.
  • Essere troppo emotivi al tavolo
    Ci saranno sempre volte in cui perderai. Ci saranno sempre volte in cui non ti sentirai a tuo agio con alcuni avversari. Devi imparare a convivere con queste situazioni e a non lasciare che le tue emozioni influiscano sul tuo gioco.
  • Non usare le pot odds.
    Se vuoi migliorare la tua mano, il concetto di pot odds può aiutarti a determinare se dovresti vedere per sapere qual è la prossima carta sul tavolo. Molti pochi giocatori principianti capiscono le pot odds e molto spesso vedono troppe volte.
  • Imitare altri giocatori
    Molte persone imparano giocare a poker imitando altri giocatori che possono aver visto in televisione o ad altri tavoli. Questa è una forma incorretta di giocare a poker. Molte persone che giocano a poker sono cattivi giocatori. Imitare a un giocatore con poca abilità significa copiare molte delle sue cattive abitudini. Inoltre, cercare di limitare ciò che si vede in televisione può risultare un disastro. Ciò che si vede in TV è quasi sempre un torneo e le mani dipendono strettamente dalla situazione. I motivi di una decisione di un giocatore professionista non si applicano quasi mai al tuo gioco. È importante capire come prendere le decisioni da soli. Il successo del poker non si ottiene attraverso l’imitazionie ma capendo la complessità del gioco.
  • Sopravvalutare le mani dello stesso seme
    Avere una mano dello stesso seme e un vantaggio. Tuttavia, non devi giocare una mano solo perché hai due carte dello stesso seme. Le prime due cose che devi considerare in una mano sono il valore delle carte e se iniseme possono formare un punto. Solo dopo puoi considerare se sono dello stesso seme. Una mano come A-K, anche di semi diversi, è molto più buona di una 10-3 dello stesso seme. Può sembrare ovvio, però molti principianti commettono l’errore di vedere il flop con solo due carte dello stesso seme. Le probabilità di fare il colore nel flop o di fare colore con solo due quinti sono meno del 12%.

I dieci migliori Consigli per Vincere al Texas Hold Em

tattiche pokerVuoi migliorare le tue abilità al poker, diventare un giocatore più bravo? Segui allora questi dieci consigli per aumentare vincite e giocate sia al tavolo fisico che sui siti di poker su Internet. Questi trucchi non valgono solo per i principianti, ma possono orientare anche i professionisti o coloro che già hanno una buona esperienza di gioco.

Ecco i consigli per incrementare i guadagni al Texas Hold’em.

1 . Non giocare tutte le mani
Probabilmente, lo sbaglio principale che fanno i giocatori che approcciano il poker all’ inizio è quello di giocare troppe mani . Quando si inizia si è volenterosi, vorremmo sempre gettarci nella mischia, ma giocare di più non significa vincere di più , di solito significa perdere più . Se trovate in situazioni in cui palesemente non avete le carte per giocare, abbandonate la mano. v

2 . Siate lucidi quando giocate
Spesso ai tavoli si vedono persone sotto l’effetto di alcool o attanagliate dalle stanchezza. Va bene quando state tra amici, perchè vi state divertendo, ma al tavolo con sconosciuti queste sono cose che pagate. Riflessi lenti, poca lucidità, lentezza nel prendere decisioni, sono tutte cose che pagate con perdita di denaro.

3 . Non Bluff solo per amor di bluff
Un sacco di principianti sanno che il bluff fa parte del poker , ma non sanno esattamente come gestirlo. Non c’è nessuna regola sul come si deve bluffare, ma bisogna utilizzarli con molta intelligenza.  I Bluffs funzionano solo in determinate situazioni e contro certe persone , e se conoscete un giocatore che andrà a vedere le vostre carte perchè ama il rischio, non bluffate.

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4 . Non rimanete nel gioco solo perché siete già dentro
Un altro errore comune che i principianti fanno è pensare “Beh, ho già messo tanto nel piatto , devo continuare”. E’ sbagliato, si tratta di un atteggiamento psicologico che non fa che peggiorare le cose. Ci possono essere casi in cui i pot odds giustifichino una chiamata , ma se sei sicuro che sarai battuto dovete ripiegare subito. I soldi che hai già messo nel piatto non sono più tuoi e non si può tornare indietro solo giocando una mano fino alla fine .

5 . Non andate in fondo al gioco solo perchè volete essere onesti.
Un sacco di giocatori vogliono andare fino in fondo anche se sanno che perderanno solo perchè vogliono “essere onesti” con un altro giocatore, per una specie di patto d’onore. Può valere la pena per vedere se un giocatore ha davvero carte buone oppure bluffa, per guadagnare informazioni che aiuteranno in seguito, ma se davvero percepite che un giocatore ha carte migliori perchè regalare soldi?

6 . Non giocare quando siete tristi o di pessimo umore. 
Quando si gioca a poker non si dovrebbe farlo perchè depressi o perchè si ha avuto una brutta giornata . Bisogna essere lucidi. Allo stesso modo , se durante una partita di poker , si perde una grossa mano non bisogna andare in tilt. Al limite ci si alza e ci si prende una pausa fino a quando si è più calmi.

7 . Prestare attenzione alle carte sul tavolo
Quando si inizia a giocare è sufficiente ricordare come giocare e prestare attenzione alla propria mano . Nel Texas Hold’em , capire quale sia la migliore mano possibile sarebbe quella di adattarsi al flop.

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8 . Prestare attenzione agli altri giocatori
quando si gioca, una delle cose migliori singoli che si possono fare è osservare i propri avversari , anche quando non stiamo nella mano . Se sai che un giocatore si comporta sempre in un certo modo e un altro fa delle cose quando bluffa , e un terzo se ne va al secondo rilancio è possibile utilizzare queste informazioni per decidere come giocare contro di loro .

9 . Non Giocare con limiti troppo alti
Resiste alla tentazione dei guadagni facili da realizzare in una sola partita. Se siete arrivati ad un buon livello ai tavoli con bankroll bassi continuate così ed abbiate pazienza. Le fortune si accumulano con pazienza.

10 . Scegliere il gioco giusto per il vostro livello di abilità e Bankroll
Uno dei motivi per cui non dobbiamo saltare ad un tavolo da 10 euro a partita se siamo abituati a giocare da quelli da 1 è perchè il livello dei giocatori cresce.Tu devi essere uno dei migliori al tavolo , non il pesce che si siede con gli squali . Se stai facendo un buon guadagno in un gioco di livello inferiore , perché muoversi? Stai vincendo denaro, va bene così. Le oscillazioni up & down a limiti più alti sono molto più grandi e vincere per tutta la grande notte non durerà a lungo in una partita di high-stakes .

La Tassazione delle Vincite del Poker, specie quelle all’Estero

C’è molta confusione circa la tassazione delle vincete sul poker, specie quello online e quello che viene giocato fuori dai confini italiani, all’ estero. Le vincite devono essere dichiarate tutte, sempre e comunque? Una vincita ad esempio conseguita in un casinò della Slovenia viene tassata In Italia? Cerchiamo di capirne di più.

Semplificando l’argomento e tentando di essere chiari, dobbiamo mettere sul piatto tre varianti:

  • la prima è se la vincita sia stata conseguita in Italia o all’estero;
  • la seconda è, nel caso di vincita conseguita all’estero, se esista o meno un accordo bilaterale tra l’Italia e il paese estero in questione che regoli il regime di doppia imposizione;
  • la terza è se la vincita sia stata conseguita giocando live o online.

Queste tre varianti, combinate tra loro, conducono a differenti risposte circa la tassazione delle vincite. Schematicamente si può dire che se la vincita è conseguita in Italia, tanto giocando live (ad oggi ancora solo nei casinò) quanto online (sulle poker room autorizzate dall’AAMS) la tassazione è effettuata alla fonte (cioè nel momento stesso in cui si sta giocando e per mano del casinò o della poker room che incassa e riversa allo Stato), per cui non verrà nuovamente tassata in sede di dichiarazione dei redditi.

Diversamente, se la vincita viene conseguita all’estero le cose si complicano. Bisognerà infatti verificare se in quello specifico paese straniero le vincite siano sottoposte a tassazione alla fonte (o se, comunque, in capo a chi ha vinto scatti un obbligo di pagare delle tasse solo in quel paese) e, se la risposta fosse positiva, verificare se esista un accordo bilaterale tra l’Italia e il paese in questione che regoli il tema della doppia imposizione.

Questi accordi bilaterali sono strutturati in modo da evitare che un reddito (di qualsiasi tipo esso sia) subisca una doppia tassazione da parte dei due paesi che li firmano. Poi, all’interno dell’accordo, ove esistente, bisognerà individuare le norme che si occupano del regime dei cosiddetti redditi diversi (tra cui sono ricomprese le vincite al poker) o, magari, nello specifico delle vincite ai giochi. Individuato il trattamento di quel tipo di reddito, si saprà se e in quale misura la vincita debba essere ulteriormente tassata in Italia.

Qualora invece un accordo bilaterale che regolamenti la doppia imposizione non ci sia, la vincita dovrà essere portata in dichiarazione e sottoposta a tassazione in Italia. Va, infine, ricordato che collegandosi dall’Italia, il gioco su sitiesteri non autorizzati dall’AAMS è da considerarsi illecito: è questa un’ipotesi ibrida in cui il giocatore è fisicamente in Italia ma gioca su siti “esteri”, non autorizzati.

La vincita conseguita in questo caso potrebbe addirittura considerarsi quale provente di un’attività illecita (e in linea teorica passibile di essere sottoposta a sequestro). I

Con riferimento alle vincite conseguite giocando in Slovenia, l’accordo fiscale bilaterale esiste e pertanto andrà verificato nello specifico cosa preveda in punto di vincite ai giochi o redditi assimilabili: l’interpretazione è nel senso che tali redditi siano già compiutamente tassati in Slovenia. Sempre opportuno rivolgersi, però, al proprio commercialista, rappresentando la questione in sede di dichiarazione dei redditi.

Come gestire un Torneo SIT’N'GO

Gestire le tue attività di sit’n'go è del tulle simile alla gestione di una qualsiasi altra attività lucrativa. Il tutto prende avvio da un capitale iniziale che apporti di tasca tua. Ad esempio, depositi 250 euro in una poker room online, poi investi ripetutamente piccole frazioni d questo capitale giocondo dei sit ‘n go. Quindi, se tu avessi un bankroll di 2.500 e giocassi in un sit n go da 55, questo andrebbe considerato alia stregua di un’impresa che investe il 2% del suo capitale di 2.500 euro (a parte una commissione fissa).

Ogni investimento ha un certo ritorno atteso percentuale positive (o altrimenti non dovresti farlo) e così in base alle probabilità si presume che la tua impresa debba realizzare dei profitti. Tu puoi impadronirti di questi profitti per uso personale, oppure reinvestirli nel’impresa. Per esempio, se tu accrescessi il tuo fondo cassa oa 1.000 a 1500 euro giocando in sit ‘n go da 22 euro, potresti ‘tirar fuori’ questi 500 euro considerandoli come un profitto che ti è derivato dalla tua impresa e continuare a giocare su quel livello: oppure potresti incominciare a giocare per 33 euro dato il tuo bankroll più alto.

Potresti anche utilizzare parte di questi 500 euro per una spesa dedicata o correlata alia lua impresa, come ad esempio un upgrade per il tuo computer. Non dovresti permettere alla tua impresa di andare in bancarotta ma non dovresti nemmeno soffocarne la crescita. Quindi, per che tipo di buy-in dovresti giocare relativamente al tuo bankroll? Più specificamente, chiediamoci: di quanti buy-in deve consistere il bankroll di un giocatore vincente su un particolare livello per evitare il rischio che la sfortuna lo conduca a perdere il suo intero bankroll?

La risposta tradizionale è 50 buy-in, ossia tu non dovresti investire oltre il 2% del tuo bankroll totale su un particolare sit ‘n go. Per esempio, un giocatore decente nei sit’n'go da 55 euro dovrebbe avere un bankroll minimo di 2.500 euro. Tuttavia le dimensioni del bankroll che effettivamente deciderai di mantenere relativamente al buy-in di tua scelta costituiscono una tua scelta individuale.

Da hobbista di sit ‘n go potresti partire con un bankroll di 25 buy-in. Questo consentirà un investimento iniziale più piccolo e ti darà la possibilità di salire velocemente attraverso i gradini costituiti dalle competizioni più deboli. Lo svantaggio è che tu devi contemplare il rischio di bancarotta, poche nemmeno il più forte dei giocaton è immune da sequenze negative che potrebbero esaurire un bankroll da 25 buy-in; oppure dovresti essere pronto a muoverti molto rapidamente verso stakes più bassi .

Cosi, se scegliessi di non scalare verso il basso e perdessi il tuo bankroll iniziale, dovresti ripartire dall’inizio (ossia dal fornire di tua tasca un altro capitale iniziale per la tua impresa). Sul lato opposto dello spettro, un bankroll di 100 buy-in ti lascerebbe quasi completamente immune di fronte alle oscillazioni naturali.

Starai giocando su stakes più bassi di quanto normalmente faresti, ma non correresti il rischio di una terribile sequenza negativa che bruci la tua impresa a meno che. ovviamente, tu non stia giocando poi abbastanza bene di tuo. Il mio suggerimento è di aderire alla regola dei 50 buy-in minimo, in particolare quando arrivi al livello 55$ o ad un qualsiasi livello dove un buy-in rappresentasse per te una consistente porzione di denaro. Ciò è in parte dovuto a ragioni psicologiche poiché assicura che tu non possa perdere più del 2% del tuo bankroll in un dato torneo.

Infine, il rake (commissione che si prende la poker room) ha la sua importanza. Per esempio, evita ogni sit ‘n go da 6 euro visto il doppio rake del 20%, anche se questo significa che dovresti giocare dei sit ‘n go da 11 euro per i quali il tuo bankroll sarebbe magari un po’ corto. Ricerca sempre delle buone condizioni di rake, visto che il rake si assomma e comunque incide sul lungo periodo. Per esempio, supponi di avere un 8% di ritorno sull’ investimento quando giochi dei sit ‘n go da 10 euro senza rake ma che poi venga introdotto un rake da pagare alla casa (una tassa in aggiunta a quei 10 euro). Come influirà questa tassa sui tuoi profitti?

È importante notare che il rake influisce in modo drammatico, pertanto tienti sempre all’erta per non finire in situazioni con rake svantaggiosi, o per individuare opportunità che offrano migliori condizioni di rake.

Quando Bluffare a Poker

Il bluff è una delle strategie più usate nel Texas Hold’em e più in generale nel poker. Ai più può apparire una strategia “di impulso”, dettata quasi da ispirazioni divine, non può assolutamente essere legato al caso.I migliori bluffatori prescindono dalle emozioni o dalle carte personali: preparano la mossa progettandola nei più piccoli dettagli, iniziando a costruire il loro bluff anche molte mani prima.

Scelgono attentamente la vittima studiandone il comportamento al tavolo e spettano il momento giusto per sferrare l’attacco, piuttosto che lasciare che le “sensazioni” del momento tramutino potenziali e redditizi bluff in dannosi harakiri.

Tra le cause (errate) che spingono al bluff: desiderio di rivalsa su un avversario che ci ha appena sottratto fiches, amore per il rischio (gratuito), egocentrismo o, specialmente per gli uomini, sindrome da “maschio alfa” e desiderio di mostrare al tavolo la propria superiorità nel gioco.

Ma, quindi, come si bluffa? Quando si bluffa? E obbligatorio azzardare questo tipo di giocata nel Texas Hold’em?

La posizione nel poker Texas Hold’em è fondamentale, lo sappiamo. Il perché è presto detto: in un gioco di informazioni “parziali”, avere l’occasione di agire per ultimi (o quasi) è oggettivamente un vantaggio. A maggior ragione se il nostro obiettivo è bluffare. Azzardare un bluff nelle prime posizioni, dunque, può essere un rischio troppo grosso. Se siamo alle prime armi, il consiglio è quello di bluffare da late position (da bottone o nella prima o seconda postazione alla destra dello stesso bottone).

È altrettanto vero però che il Poker Texas Hold’em, specialmente quello proposto dalla cosiddetta ”nuova scuola”, ha fatto del rischio il proprio mestiere. Non è raro cosi assisterea prodigiosi “tiri mancini” dalle primissime posizioni e, proprio per le ragioni di cui abbiamo appena parlato (che in sostanza hanno regolato per anni il circuito pokeristico mondiale): di solito, se un giocatore rilancia da early position si presuppone abbia una mano molto forte e acquista credito agli occhi degli avversari: una validissima ragione per bluffare. Il difficile arriverà nel momento in cui qualcuno decidesse di chiamare: saremo costretti a giocare un flop in bluff fuori posizione.

Riassumendo, due le variabili di cui tenere conto: posizione e stile di gioco degli avversari.

Come detto, il bluff non dovrebbe essere un’azione estemporanea, bensì studiata e con un fine strategico. Inutile, se non controproducente, simulare una mano contro avversari che giocano iper-aggressivi e che amano condurre il gioco e rilanciare anche da fuori posizione: ci troveremmo a gestire un flop con moltissime fiches nel mezzo e con troppi pericoli dietro l’angolo.

Per intenderci, studiare un bluff e volerlo mettere in atto nei confronti di un avversario con poca cultura del gioco o con evidente inclinazione al rilancio compulsivo è una strategia assolutamente sbagliata. Paradossalmente, sarà più facile “fregare” un campione o un habitué del tavolo verde: il bluff, infatti, non è una faccenda personale, implica la partecipazione attiva degli avversari. È un ragionamento che deve essere condotto parallelamente (e silenziosamente) da noi e dall’altro giocatore: sarà come se avessimo preso per mano e condotto l’avversario in un ragionamento disegnato da noi. E ciò presuppone che dall’altra parte ci sia sensibilità sufficiente a “lasciarsi condurre”: non è affatto scontato. E anche il tempismo è importante e direttamente correlato allo stack: con i bui bassi la curiosità è a buon mercato e i bluff sono meno facili da recitare.

Non sempre il bluff si deve escogitare a tavolino. A volte viene da sé e ci lascia anche la cosiddetta “showdown value“, ovvero possedere una mano che crediamo possa consentirci margini di vittoria in caso di showdown. Immaginiamo di avere giocato una mano pre-flop e, dopo le prime tre carte comuni, di avere centrato una bottom pair, cioè la coppia più bassa, e di avere anche un progetto di scala odi colore.

Potremmo decidere di metterci in modalità check/call e sperare di chiudere il progetto o di migliorare il nostro punto. Oppure, perché no, provare a trasformare la nostra mano in un bluffe giocarla aggressivamente, simulando forza, rilanciando le eventuali puntate dell’avversario e mantenendo, comunque, la possibilità di vincere la mano allo showdown grazie alla nostra coppia, migliorabile con le restanti due carte comuni.

Se, per molti, il bluff è una scarica d’adrenalina o – addirittura – l’essenza stessa del poker, per alcuni non è affatto così. Già, ci sono anche giocatori che di bluff non vogliono nemmeno sentirne parlare, che non si sentono portati per la recita o, semplicemente, che hanno paura di non esserne capaci. Eppure, per aspirare a diventare campioni sarà necessario padroneggiarne l’arte. Provare a fare propria una mano con carte deboli a discapito dell’avversario non è solo questione di fìche e di stile di gioco, bensì di “messaggio” a sé stessi e al tavolo (se decidiamo di rivelarlo), un modo come un altro per dire: “Sono in grado di farvela sotto il naso“. Non è banale, e non lo deve essere.

Chiunque conosce la pessima sensazione che invade quando un avversario gira un bluff, sogghignando sotto i baffi, e tutte le conseguenze che ne derivano: ripensare alla mano distrae, il morale se ne va sotto i tacchi, sale il nervosismo e proporzionalmente la scarsa lucidità nelle scelte (il famigerato “tilt”), lo sconforto è visibile e il nostro stack entra nel mirino degli squali al tavolo.

Insomma, nel poker Texas Hold’em, non si può prescindere dal bluff. È anche una questione di prevedibilità: il gioco chiuso e solido è assolutamente ammirevole ma non si deve presumere che i grandi campioni, che ne hanno fatto uno stile, ogni tanto (anzi spesso) non provino ad assestare qualche bluff ben riuscito. Entrare nei piatti solo con combinazioni molto forti non consentirà di massimizzare i profitti come – del resto – aspettarle senza soluzione di continuità può essere anche più azzardato di un bluff: non è minimamente detto che “i mostri”arrivino tra le nostre carte personali.


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